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Tutto quello che c'è da sapere per scegliere tra palettizzazione tradizionale e robotizzata

9 agosto 2016

Tutto quello che c'è da sapere per scegliere tra palettizzazione tradizionale e robotizzata

Quando si decide di automatizzare il processo di palettizzazione occorre scegliere tra due tipi di palettizzatori disponibili: tradizionali o robotizzati. Siete indecisi tra le due tecnologie? In questo articolo troverete le differenze, le caratteristiche e i vantaggi di entrambe, per aiutarvi a prendere la decisione che meglio soddisfa le vostre esigenze.

Prima di prendere la decisione finale, assicuratevi di sapere esattamente quali sono le vostre esigenze. Quanti prodotti dovere gestire? Qual è il vostro obiettivo in termini di produttività? Vi sarà di grande aiuto nella scelta tra la soluzione tradizionale o quella robotizzata. Alla fine, sarete meglio informati per capire cosa occorre per ottimizzare la vostra linea.

Per selezionare la piattaforma che meglio si adatta alle esigenze attuali e future è importante prendere in considerazione 5 criteri fondamentali:

Velocità | Manutenzione | Versatilità | Ingombro | Prezzo


Troverete qui di seguito una presentazione dei vari tipi di palettizzatori per aiutarvi a individuare le caratteristiche specifiche di ciascuna piattaforma.


Palettizzatori tradizionali = Velocità

Innanzitutto, diamo un'occhiata ai palettizzatori tradizionali, che possono essere suddivisi in due sottocategorie: palettizzatori di alto livello e di basso livello. Un palettizzatore di basso livello gestisce prodotti trasportati da un trasportatore. Questi prodotti vengono allineati o ruotati in base alla configurazione delle palette. Successivamente, vengono spinti l'uno contro l'altro per formare una fila, che viene a sua volta spinta o sollevata da uno strumento che sistema i prodotti sul tavolo di formazione in funzione dello schema scelto.

Le file sono formate una dopo l'altra finché non viene completato uno strato. Il tavolo di formazione, che a questo punto contiene uno strato completo di prodotti, viene sollevato o abbassato fino a quando la piastra di estrazione non si trova nella giusta posizione per scaricare delicatamente i prodotti sulla paletta. Seguendo questa procedura, vengono creati vari strati fino al riempimento della paletta, che viene successivamente spostata e sostituita da una vuota, dando nuovamente avvio al processo.



Anche nel caso dei palettizzatori di alto livello i prodotti vengono trasportati da un trasportatore, ma, anziché sollevare o abbassare gli strati completi per scaricarli sulla paletta, è la paletta stessa a essere sollevata o abbassata mentre gli strati di prodotti restano immobili. I palettizzatori di alto livello possono raggiungere alte velocità di palettizzazione e vengono spesso scelti per palettizzare prodotti comprimibili, dal momento che ciascuno strato viene compresso da tutti i lati, compreso quello superiore.

Una volta messe in chiaro queste differenze, analizziamo le principali caratteristiche e i principali vantaggi dei palettizzatori tradizionali:

Velocità: I palettizzatori tradizionali sono stati sviluppati per adattarsi a varie velocità di produzione. A seconda del modello, essa può variare dai 10 ai 40 sacchi al minuto, ma può aumentare in modo notevole in funzione delle unità che si stanno palettizzando (fino a 200 casse al minuto).

Manutenzione: Visto il numero di operazioni meccaniche coinvolte, questo palettizzatore richiede più assistenza di un palettizzatore robotizzato, ma per la sua manutenzione non occorrono conoscenze specifiche diverse da quelle tradizionali in ambito meccanico e pneumatico.

Versatilità: I palettizzatori tradizionali sono stati sviluppati per palettizzare un tipo di prodotto alla volta (sacchi, casse o balle). Tuttavia, le palette prodotte sono generalmente perfette e molto compatte, dal momento che ogni strato viene compresso e squadrato. Con tali caratteristiche, questo tipo di palettizzatore è in grado di produrre delle palette molto alte e stabili.

Ingombro: Date le sue funzioni, un palettizzatore tradizionale è un'attrezzatura piuttosto ingombrante che richiede uno spazio considerevole, sia sul pavimento sia in altezza.

Prezzo: Simile a quello di un palettizzatore robotizzato.


Palettizzatore robotizzato = Versatilità

Occupiamoci ora dei palettizzatori robotizzati. Ovviamente, l'elemento chiave è costituito da un robot in grado di eseguire automaticamente le operazioni assegnate da un controllore a logica programmabile. Un altro componente fondamentale è la pinza (EOAT), che viene solitamente personalizzata per gestire uno o più prodotti specifici.





Un palettizzatore robotizzato gestisce una o più unità alla volta, in funzione della configurazione delle palette, e forma più strati su una paletta dopo aver prelevato i prodotti dal trasportatore. Uno dei maggiori punti di forza del palettizzatore robotizzato è la sua capacità di depalettizzare tramite un sistema di visione. Ecco un elenco delle sue caratteristiche e dei suoi vantaggi:

Velocità: Fino a 40 sacchi al minuto, ma, come già detto, la velocità di un palettizzatore robotizzato varia in gran parte in funzione dei prodotti trattati. Ad esempio, è in grado di palettizzare fino a 1.200 lattine al minuto.

Manutenzione: La presenza di pochi componenti meccanici implica tempi di fermo meno frequenti e una maggiore affidabilità, con un MTBF (tempo medio fra i guasti) stimato di 55.000 ore. Tuttavia, è necessario che i supervisori seguano una formazione specializzata sulla manutenzione, offerta da Premier Tech al momento dell'installazione.

Versatilità: La disponibilità di varie pinze offre una grande versatilità al robot e costituisce uno dei principali punti di forza del palettizzatore robotizzato. Queste pinze (EOAT - End Of Arm Tooling o mani di presa) specializzate possono essere adattate praticamente a tutte le esigenze. Dalle pinze di presa a vuoto a quelle laterali, a mano o magnetiche, sono tutte progettate per afferrare vari tipi di contenitori, a prescindere dalla loro forma. Inoltre, come detto in precedenza, il robot è in grado di depalettizzare molti tipi diversi di contenitori. Gestite vari ingressi di diversi SKU sulla stessa linea? È possibile utilizzare i sistemi di visione per istruire il robot in modo che prelevi e sistemi vari SKU su palette diverse.

Ingombro: Le dimensioni dell’attrezzatura possono variare in funzione della configurazione del sistema, ma la sua flessibilità consente di installarla in spazi ristretti, garantendo il rispetto dei più moderni standard di sicurezza.

Prezzo: Simile a quello di un palettizzatore tradizionale.


La scelta di una soluzione di palettizzazione automatica comporta numerosi vantaggi. Tra gli altri, le aziende solitamente preferiscono questo tipo di tecnologia per la maggiore sicurezza e i costi di manodopera ridotti assicurati.

I palettizzatori automatici continuano a risultare redditizi per molti stabilimenti di confezionamento e imballaggio. A prescindere dal motivo per cui intendete automatizzare il vostro processo di palettizzazione, è fondamentale valutare in maniera approfondita le vostre esigenze per poter scegliere una soluzione adeguata.

Palettizzazione ibrida = la soluzione migliore

E se combinaste i punti di forza di un palettizzatore tradizionale con quelli di uno robotizzato? Se cercate una soluzione completa in grado di ridurre la sporgenza dei sacchi sulla paletta, la scelta ideale è un palettizzatore ibrido, frutto della combinazione del modulo tradizionale con quello robotizzato. Questo tipo di palettizzatore è progettato per gli imballaggi flessibili (sacchi) e posiziona automaticamente le unità di varie dimensioni sulla paletta. La tecnologia di palettizzazione ibrida offre una squadratura omogenea e consente di realizzare degli schemi di palettizzazione con sovrapposizione di unità.


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